TRA POCO SI SCEGLIE IL NUOVO SINDACO DI GENOVA: LA "SINISTRA", TANTO PER CAMBIARE, RESTA A GUARDARE
A maggio si terranno le elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Genova; a scontrarsi, nel ruolo di favoriti per la vittoria finale, sono: il vicesindaco facente funzioni, Pietro Piciocchi, per la destra radicale e fascista, e Silvia Salis, per quella moderata.
Mentre la candidatura del primo è stata la logica conseguenza del passaggio di quello che ormai è l’ex borgomastro, Marco Bucci, alla guida della Regione Liguria, la scelta della seconda è stata il frutto del solito doloroso parto di una coalizione perennemente litigiosa.
Costei è una giovane – ha visto la luce il 17 settembre 1985 – nativa del capoluogo ligure,ex campionessa di lancio del martello, attualmente residente a Roma per svolgere al meglio la professione di dirigente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.
Non conosciamo le posizioni politiche di questa signora; le scopriremo al momento in cui verrà ufficializzato il programma di coalizione: per adesso siamo costretti a fidarci di ciò che viene rivelato dalla spezzina Raffaella Paita detta Lella, coordinatrice della segreteria nazionale di Italia Viva.
Costei è la catastrofica ex responsabile regionale del servizio di Protezione Civile alla cui protervia va prevalentemente addebitata la sconfitta subita, nel 2015, dalla destra moderata nella contesa regionale contro il pregiudicato forzitaliota Giovanni Toti.
Ecco come, nell’intervista concessa a Michela Bompani del quotidiano “la Repubblica”, ripresa dal sito della formazione renzista, risponde alla domanda dell’interlocutrice: «Senatrice Paita, Silvia Salis un anno fa è salita sul palco della Leopolda, non è che la prima a scoprirla è stata lei?».
«Non mi interessano intestazioni di una candidatura che nasce autonoma (…) con lei una coalizione ampia, che mi auguro la sosterrà con tutta la forza possibile (…) Una donna che ha fatto un percorso sportivo brillante, nata e radicata a Genova in una famiglia di sinistra (…) Per il suo talento è stata chiamata a parlare alla Leopolda».
A noi, che mai potremmo in nessun modo appoggiare alcuna candidatura di una qualunque formazione o coalizione di destra (sia essa radicale o moderata, non importa), basta sapere che è intervenuta alla convenzione renzista per capire che, pur provenendo da una famiglia di sinistra, la Salis ha abbandonato qalunque riferimento ad essa.
D’altra parte che così sia lo riconosce persino la Volpe di Firenze che, nel suo notiziario elettronico numero 1017 del venticinque febbraio scrive, senza vergogna: «forza Silvia Salis, che è una grande atleta, una dirigente del CONI e una cara amica. E che – en passant – non ha niente a che fare con l’altra Salis, eh»; non sia mai che costui sostenga l’antifascismo militante.
Pensiamo che l’alleato naturale di Matteo Renzi sia lo spezzino Alessandro Rosson, leader locale del movimento – guidato nazionalmente dal galeotto fascista Giovanni Alemanno detto Gianni Aledanno – Indipendenza, che annuncia di avere dei partners «di destra e di sinistra – ma chi, Marco Rizzo? – (che) stanno lavorando a un progetto unico, ben vengano figure importanti e alternative da unire».
Bosio (Al), 28 febbraio 2025
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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